Urban Giants Festival: intervista a Prosa, fondatore di We Run The Streets
Negli ultimi anni Urban Giants è diventato uno degli appuntamenti più importanti della scena graffiti europea. Nato a Trezzano sul Naviglio dall'associazione We Run The Streets, il festival è cresciuto anno dopo anno fino a trasformarsi in un punto di riferimento per centinaia di writer provenienti da tutto il mondo.
Ma dietro ai grandi muri, alle produzioni monumentali e alle fotografie che ogni estate fanno il giro dei social, c'è un lavoro enorme che dura mesi e una visione costruita nel tempo.
Ne abbiamo parlato con Prosa, tra i fondatori di We Run The Streets e anima di Urban Giants, per capire cosa significa organizzare oggi uno dei più grandi festival di graffiti in Europa.
3 parole per descrivere Urban Giants
Prosa:
«Galattico, amicizia e stima, storico.
Galattico, come la nostra murata.
Amicizia e stima, quello che ci dimostrano ogni anno i nostri ospiti.
Storico, perché penso che ogni edizione aggiunga un nuovo tassello alla storia del mondo dei graffiti.»
Urban Giants nasce da un background legato al writing internazionale. A che punto avete capito che serviva creare qualcosa di vostro?
Prosa:
«Abbiamo deciso di creare qualcosa di nostro quando, dopo tanta esperienza e tanta stima verso alcuni circuiti che ci hanno cresciuti, abbiamo iniziato a sentirli stretti. Volevamo un format nostro, con regole dettate da noi. Oggi siamo diventati un punto di riferimento, un progetto studiato persino nelle tesi di laurea e un esempio per tanti giovani, dimostrando che se si vuole fare qualcosa, si può fare.»
Qual era l'obiettivo iniziale e quanto si è trasformato nel tempo?
Prosa:
«L'obiettivo era divertirsi, prima di tutto, e costruire un bel progetto insieme al collettivo WRTS. Col tempo è diventato il festival di graffiti più grande d'Italia e tra i quattro più grandi d'Europa.»
Coordinare decine di artisti internazionali richiede una macchina complessa: com'è strutturato oggi il team?
Prosa:
«È tutto molto complesso. Non si può immaginare quanto lavoro e quanti sacrifici ci siano dietro tre giorni di evento. Ci sono mesi di programmazione. Il team è composto dai pilastri di WRTS – io, Poms, Zelig, Fosk e Jin – insieme a tutti gli amici e gli affiliati che ci supportano da anni con dedizione e che, appena scriviamo nel gruppo WhatsApp, sono sempre pronti a dare una mano.»
Quanto pesa il lavoro invisibile rispetto ai giorni di evento?
Prosa:
«Il lavoro che c'è dietro rappresenta il 99% dell'evento. Si parte dalla grafica, studiata ogni anno con un artista diverso, fino alla ricerca degli sponsor e alla preparazione di oltre 800 metri di parete.»
Negli anni siete riusciti a crescere mantenendo una forte identità. Quanto è difficile trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e libertà progettuale?
Prosa:
«Per noi non è difficile, perché abbiamo scelto di non avere alcun lucro sull'evento. Tutto quello che recuperiamo dagli sponsor viene reinvestito nel festival, e questo lo dico a petto in fuori. Urban Giants è unico anche per questo: ci mettiamo il 100% per renderlo speciale in ogni dettaglio.»
Quando costruite la line-up, quanto contano il nome dell'artista, la qualità del lavoro e la capacità di contribuire allo spirito del festival?
Prosa:
«Negli anni siamo diventati sempre più selettivi. Le richieste di partecipazione aumentano continuamente e una parete di queste dimensioni ha bisogno di artisti strutturati, non solo di writer. Allo stesso tempo vogliamo circondarci di persone carismatiche, capaci di portare energia positiva. Quel mood deve vedersi non solo sui muri, ma anche nell'area del festival e nei rapporti tra le persone.»
Parliamo di rigenerazione: cosa cambia davvero nel territorio dopo il festival?
Prosa:
«Cambia tutto. Quando cancelliamo i graffiti dell'edizione precedente con grandi blocchi di colore sembra quasi di essere in un quartiere del Nord Europa, e chi vive il territorio rimane spiazzato, come se gli avessero tolto qualcosa di suo. Poi arrivano le nuove opere e i muri tornano a raccontare migliaia di colori e di storie. Le persone vengono a vedere i lavori, li osservano, li interpretano. Penso che la vera rigenerazione la facciamo nella testa della gente.»
"Penso che la vera rigenerazione la facciamo nella testa della gente."
— Prosa, We Run The Streets
Qual è stato il momento più critico nella storia del festival?
Prosa:
«Ce ne sono stati tanti, forse troppi. Il momento più difficile è vedere la tua famiglia che ti sostiene in quello che fai, ma allo stesso tempo è provata e non vede l'ora che finisca l'edizione per poter finalmente tirare il fiato.»
L'errore più grande che avete fatto e che non rifareste?
Prosa:
«Sinceramente nessuno. Siamo molto meticolosi e precisi. Ognuno di noi ha il proprio campanello d'allarme e quando suona scatta immediatamente il piano di salvataggio.»
Dopo tutte le edizioni organizzate, qual è la cosa che il pubblico vede meno ma che per voi rappresenta il vero successo di Urban Giants?
Prosa:
«Probabilmente sono le migliaia di amici che ogni anno vengono a trovarci. Se non esistesse Urban Giants, molte di queste persone non le vedremmo per anni. È qualcosa che forse vediamo solo noi, perché viviamo il festival dall'interno.»
Urban Giants è diventato un riferimento: cosa lo rende diverso dagli altri eventi simili?
Prosa:
«Credo che ci caratterizzi la forza che riusciamo a trasmettere in ogni scelta che facciamo e la comunità che siamo riusciti a costruire. Tutto nasce dai valori condivisi e dalla rete che abbiamo creato con le altre associazioni del territorio.»
Quanto conta essere fuori da Milano, in un contesto come Trezzano sul Naviglio?
Prosa:
«Conta tantissimo. Questa è casa nostra. Viviamo qui e vogliamo renderla un'isola felice dove tutti possano respirare un'aria fatta di energia artistica, amicizia e condivisione.»
Se oggi dovessi spiegare Urban Giants a un writer di vent'anni fa, gli diresti che è diventato quello che immaginavi oppure qualcosa di completamente diverso?
Prosa:
«Ogni anno inseriamo nello staff giovani writer con l'intento di cambiargli la vita attraverso i graffiti, proprio come è successo a noi. La differenza è che noi ci siamo costruiti tutto da soli, mentre loro possono ereditare qualcosa che esiste già ed è molto potente. Se faremo un buon lavoro con loro, tra qualche anno tutto questo diventerà davvero enorme. Io ci credo profondamente.»
Se doveste rifare Urban Giants da zero oggi, con l'esperienza attuale, quale sarebbe la prima cosa che cambiereste?
Prosa:
«Sinceramente niente. Dopo aver pubblicato il nostro libro ho capito ancora di più quanto sia importante l'affiatamento che rende il nostro collettivo così forte. Negli anni abbiamo commesso pochissimi errori, tutti piccoli e utili per calibrare meglio il colpo nell'edizione successiva.»
Conclusioni
Parlare con Prosa significa andare oltre le fotografie dei muri finiti e delle grandi produzioni. Significa scoprire il lavoro quotidiano, le relazioni, la fiducia e il senso di appartenenza che rendono possibile un progetto come Urban Giants.
Dalle sue parole emerge chiaramente che il festival non nasce dall'ambizione di diventare il più grande, ma dalla volontà di creare qualcosa di autentico, costruito secondo i valori del collettivo We Run The Streets e alimentato ogni anno da una comunità che continua a crescere.
Forse è proprio questo l'aspetto più interessante di Urban Giants: non solo i numeri, gli artisti internazionali o gli oltre 800 metri di pareti dipinte, ma la capacità di trasformare un evento in un punto di incontro dove arte, amicizia e condivisione convivono ancora oggi con lo stesso spirito delle origini.
In un periodo in cui molti festival rincorrono dimensioni sempre più grandi, Urban Giants continua invece a ricordare che il vero valore di un progetto si misura soprattutto dalle persone che riesce a mettere insieme. Ed è probabilmente questa la sua opera più importante.
Continua a seguire Urban Giants
Se vuoi scoprire tutte le edizioni di Urban Giants, vedere da vicino i muri realizzati negli anni, rivivere i momenti più significativi del festival e rimanere aggiornato sui nuovi progetti, ti consigliamo di seguire il profilo Instagram ufficiale.
Ogni edizione viene raccontata attraverso fotografie, video, backstage e contenuti esclusivi che documentano l'evoluzione del festival e della community che, anno dopo anno, continua a renderlo uno dei principali punti di riferimento della scena graffiti europea.
👉 Instagram ufficiale:
@urbangiants_milano